Canapa: facciamo il punto della situazione

A due anni dall’entrata in vigore della legge 242/16 per la promozione della filiera della canapa industriale il settore ha visto una grande crescita, data anche dal commercio delle infiorescenze femminili con basso tenore di THC e ricche di CBD.

Molte le questioni ancora aperte in un settore che avrebbe bisogno di investimenti pubblici per l’avvio della filiera industriale e di progetti produttivi legati all’economia circolare. Senza impianti di trasformazione realmente attivi (i 2 impianti ad oggi presenti in Italia non hanno una operatività strutturata nel tempo), infatti gli agricoltori non trovano sostenibile riconvertire le proprie coltivazioni a canapa, in quanto la produzione dei soli prodotti agroalimentari non è un mercato abbastanza sviluppato ne’ vi sono richieste dal settore della trasformazione industriale sufficienti ad avviare le coltivazioni nei territori più vocati.

Nel frattempo il dibattito pubblico e l’attenzione del mercato si è incentrata sulla vendita delle infiorescenze da fumo, la cannabis light ha preso piede ed è stato un vero peccato che l’Italia sia stata inondata di prodotto svizzero non conforme e non salubre, quando si sarebbero potute sviluppare varietà e infiorescenze legali in Italia con miglior qualità del prodotto.

L’incertezza normativa è data dalla mancanza di chiarezza sul riconoscimento delle infiorescenze come prodotto agroalimentare (ed eventualmente successivamente come miscela da fumo) e sulla possibilità di commercializzare i prodotti svizzeri, che hanno creato non poca concorrenza sleale ai produttori italiani.

E’ evidente che sia necessaria una maggiore tracciabilità per la filiera, in modo che vengano promosse le coltivazioni italiane, ma per fare ciò è necessaria maggior libertà per i coltivatori di scegliere le varietà e le genetiche più adatte, mentre ad oggi fra le varietà di canapa certificate Ue non vi sono varietà che possano rivaleggiare con le genetiche svizzere a basso contenuto di Thc.

Il percorso verso il riconoscimento della liceità delle infiorescenze passa certamente attraverso un percorso di innovazione culturale che superi la demonizzazione della Cannabis e i retaggi proibizionistici che ancora dominano larghi strati della società e della classe dirigente del paese, è una strada che abbiamo deciso di promuovere perchè è evidente come la riconversione ecologica della nostra società sia la grande sfida del nostro tempo e la canapa può certamente essere una valida alternativa alla deforestazione con la produzione di carta, come può essere utile nel campo dell’edilizia, della produzione di tessuti, di cibo, di biocombustiili, di biopolimeri per l’imballaggio.

La versatilità della canapa è una potenzialità da sfruttare e noi ci crediamo e chiediamo a te che stai leggendo di unirti a noi, se ritieni che un mondo migliore possa iniziare anche a partire da una visione come la nostra.

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